REBIRTHING
PER RINASCERE La respirazione circolare del rebirthing trova le sue origini
in antiche forme di respiro praticate già tanti secoli fa in Oriente. E'
intorno agli anni 70 che un ricercatore americano, Leonard Orr, sperimentando
questa respirazione, si ritrova a rivivere antiche memorie della propria vita
risalenti niente poco di meno che alla propria nascita, in cui scopre di non essere
stato affatto desiderato dalla madre e di essere nato con il cordone ben attorcigliato
al collo. L'esperienza lo appassiona ma soprattutto sente immediatamente che questo
tipo di respirazione ridà quella gioia di vivere che aveva ormai quasi
definitivamente perso. Decide di denominarla RE-BIRTH-ING (Rinascita), proprio
per la netta sensazione di rinnovamento, provata con questa respirazione profonda
e circolare, come se fossimo letteralmente rinati a nuova vita. La diffonde negli
USA fino ad arrivare con gli anni in Italia. Sempre più studiosi specializzati
in psicologia pre e perinatale sostengono che il modo in cui ci comportiamo rispecchia
il modo in cui siamo nati e ancora prima il periodo di gestazione nel ventre di
nostra madre. Il rebirthing permette di recuperare il tipo di nascita che abbiamo
avuto, al livello non solo mentale, ma soprattutto emozionale. IL RISULTATO
E' UN INDESCRIVIBILE SENSO DI AMORE E PACE necessari per trasformare, poi nel
quotidiano, tutti quei comportamenti e ancor prima quei pensieri "limitanti",
ovvero non nutrititivi, che non sempre rendono la nostra vita all'insegna di GIOIA,
FELICITA' E SUCCESSO. Al momento della nascita i polmoni sono pieni di liquido;
prima di questo momento non sono stati adoperati dal feto, essendosi il piccolino
rifornito di ossigeno attraverso il sangue materno tramite la placenta. Nascendo,
con i primi respiri, tutto l'apparato respiratorio, fino ad arrivare ai polmoncini
rosa del neonato, vengono letteralmente aggrediti dall'aria inspirata. La sensazione
di bruciore provata dal piccolo è indimenticabile e si andrà ad
aggiungere a quelle provate uscendo dal ventre materno. Nel giro di qualche minuto
però si accorge che il respiro è vita; i suoi polmoni prendono a
funzionare automaticamente in modo circolare e profondo - esattamente come si
insegna in una seduta di rebirthing. Se ci si avvicina a un neonato e si appoggia
una mano così da contenere il pancino e il piccolo spazio sul suo cuore,
ci si accorge che il respiro fluisce regolarmente dal basso ventre al collo senza
nessun istante di apnea. Poi crescendo, memori di questa esperienza compiuta
alla nascita e secondo il tipo vita pre e perinatale vissuta, chi più chi
meno sceglie di respirare il minimo indispensabile. Particolarmente quando viviamo
un forte stato emozionale tendiamo a reprimere l'emozione, bloccando il respiro,
ognuno in una particolare parte del corpo; oppure a volte sbuffiamo altre inspiriamo
con veemenza; quando piangiamo tratteniamo i singhiozzi con i muscoli tesi del
collo. Compiamo questi giochi inconsci con il nostro respiro sia perché,
dopo essere stati parecchio tempo della giornata in uno stato di semiapnea, necessitiamo
di maggiore ossigenazione e maggior prana, sia perché al livello non cosciente
ogni volta che viviamo un'emozione stiamo riprovando la sensazione provata alla
nostra nascita. Più la nostra vita è in pericolo meno respiriamo,
meno respiriamo più mettiamo in pericolo la nostra vita. Purtroppo non
tutti sanno che, se nei momenti di dolore ampliamo il nostro respiro, l'emozione
provata può sì per qualche minuto amplificarsi ma solo e unicamente
per poi dileguarsi e lasciar spazio a un profondo senso di pace e tranquillità. Lo
stesso fenomeno può avvenire anche quando proviamo qualsiasi forma di piacere.
A chi non è mai capitato di pensare che i momenti di felicità sembrano
così brevi?! In realtà siamo così abituati a bloccare il
respiro che lo blocchiamo automaticamente anche quando siamo felici. Se solo respirassimo
più profondamente anche in quei momenti, la vita potrebbe letteralmente
sopraffarci di gioia! Oltre a immaginare le conseguenze fisiche sull'organismo
di una respirazione superficiale, è quindi evidente quanto saper respirare
meglio possa essere di estremo sostegno per il superamento di molte reazioni emotive
diffuse nella società moderna. Rebirthing e nascita Il tema della
nascita lascia alcune persone incredule ma comunque sorprese, più o meno
piacevolmente. Nessuno confuta completamente la psicologia pre e perinatale, per
il semplice e appurato fatto che tutti siamo nati e tutti serbiamo in modo più
o meno inconsapevole le memorie della nostra nascita. Recuperare informazioni
della nostra vita intrauterina e dell'uscita al mondo sia dai racconti di nostra
madre, ma ancor meglio con il rebirthing - perché generalmente le donne,
chi per il dolore provato, chi per aver avuto più figli, rimuovono alcuni
particolari importanti - può essere un lavoro prezioso di conoscenza personale
e un altrettanto utile strumento per trasformare alcune caratteristiche della
nostra personalità che non ci permettono di vivere con amore la nostra
vita. Recuperare la nostra nascita con il rebirthing non significa semplicemente
avere razionalmente un'informazione precisa, bensì ri-provare quella sensazione
provata nel ventre di nostra madre: se è stata piacevole, il respiro circolare
insegna a vivere in modo più pieno, se è stata dolorosa ci dà
la chiave per attraversarla e sapere come non riprodurla più in età
adulta. Infatti esistono delle particolari attitudini che vengono sviluppate
dall'individuo nei primi anni di età comuni ad altri individui nati con
la stessa tipologia di parto. E così i nati con parto indotto da ossitocina
tenderanno a sviluppare un rapporto con il tempo determinato da una innata impazienza;
i nati di parto cosiddetto "normale" (anche se nessuna nascita è
del tutto normale) avranno a volte la sensazione di essere persone troppo normali,
quasi insignificanti; i nati col forcipe (oggi, grazie a Dio, sostituito dalla
ventosa, pur sempre invasiva) sviluppano recalcitranza nei confronti di coloro
che gli sono vicini e gli offrono sostegno; i cesarei (gli unici "anormali"
anche se al momento stanno diventando tanti) per la profonda frustrazione di non
avercela fatta, vivono nel perenne bisogno di dimostrare al mondo quanto sono
più bravi; i prematuri tendono a credere di non essere indipendenti e in
grado di sopravvivere da soli; chi è stato pure in incubatrice tenderà
a essere sottopeso o per compensazione in sovrappeso. Questi sono solo degli
indizi. D'altro canto ogni nascita ha un dono che diventa immenso nella misura
in cui ci si riappacifica con quello che nel rebirthing viene chiamato scenario
di nascita (concepimento, vita intrauterina, nascita e periodo di adattamento
al mondo): grintosi e iperattivi gli "ossitocinizzati", pura e pacifica
la semplicità dei nati normali, ammirevole lo spirito di indipendenza dei
forcipi, fenomenale la determinazione dei cesarei, enorme la pulsione di vita
dei prematuri che gli permette di superare grandi ostacoli; sereno il distacco
con cui vivono coloro che sono stati in incubatrice. A questo proposito sottolineo
che possono esistere delle caratteristiche comuni tra individui nati con nascite
differenti. Questo avviene perché si può aver vissuto la vita prenatale
in modo simile anche se poi al momento di venire al mondo diverse sono state le
dinamiche di uscita dall'utero. La vita intrauterina si può dividerla
in 6 fasi, come illustra Gaston St. Pierre nel suo libro Il massaggio che trasforma: preconcepimento:
in cui fisicamente svolgono un importante ruolo energetico le ghiandole pineale
e pituitaria, mentre al livello sottile la vita si prepara a discendere nella
materia; concepimento: lo spermatozoo si unisce all'ovulo; la coscienza umana
al di là dello spazio e del tempo precipita e si stabilizza nella materia; post-concepimento:
il cordone ombelicale -dalla 2nda settimana in cui la mamma ancora non sa di essere
incinta- comincia ad allungarsi dalla placenta già formata; fino all'8°sett.
si formano gli organi; fino alla 14ma non sono ancora completamente funzionanti;
l'essenza umana comincia a esprimersi, è ancora tutt'uno con la mamma,
si delineano l'aspetto afferente e maschile del proprio essere, gli schemi mentali
e la capacità di essere consapevoli; Movimenti nel grembo: alla 14ma
sett. gli organi sono completamente funzionanti, la madre sente i primi movimenti
intorno alla 18°-22°. Il feto diventa autonomo ed è a partire da
questi giorni che si delinea il modo di presentazione al mondo che determinerà
poi il modo in cui si nascerà e conseguentemente il modo di stare al mondo; Pre-nascita:
dalla 22ma il feto dorme, si sveglia, reagisce a suoni e luci esterne; esprime
la propria essenza sociale, l'aspetto efferente e quello femminile del proprio
essere. Dalla 32ma la testa si impegna, l'essere si prepara all'azione; Nascita:
finisce la massima unione con la madre e si determina il modo di stare al mondo
nell'azione o nell'inazione; si delineano il senso di libertà o di separazione,
il senso di autonomia o di abbandono, di accettazione o di rifiuto. Nascere
per ri-nascere a nuova vita: questo è il gran dono che ci offre il Rebirthing Nicoletta
Ferroni Per approfondimenti, sedute individuali e incontri di gruppo, visita
il sito www.giardinomeraviglie.it
oppure chiama l'autrice 335-6643797 |